Descrizione
La parola Testico deriva da Testagus, il nome che i Romani diedero al colle dove si insediarono col loro castrum, il castrum Testagi. I castra erano accampamenti strategico-militari-difensivi. Il castrum Testagi nacque per difendere il crinale tra le valli Merula e Lerrone.
Il luogo fu poi ribattezzato San Pietro del Testico dai monaci benedettini che abitarono la zona dopo la caduta dell’Impero Romano. Nella carta di re Ludovico II dell’869 d.C. si evince che San Pietro del Testico apparteneva al Contado di Albenga. Successivamente rientrò nel territorio di Castellania di Montarosio ma era soggetto alla giurisdizione della diocesi di Albenga come feudo ecclesiastico.
Il 30 gennaio 1298 con bolla papale di Bonifacio VIII, il feudo fu venduto dal vescovo albenganese Nicolò Vascone a Nicolò e Federico Doria. Il 30 aprile 1576 mentre le valli di Oneglia passarono al duca Emanuele Filiberto di Savoia, i feudi di Cesio e Testico rimasero tra i possedimenti personali del signore Gian Gerolamo Doria.
Nel 1738 con decreto reale di Carlo Emanuele III di Savoia i due restanti territori furono aggregati al Regno di Sardegna, sotto la giurisdizione del marchese Doria di Ciriè. Nel 1796, quasi 60 anni dopo, Testico patì il passaggio delle truppe napoleoniche che, valicato il passo del Ginestro, spogliarono la Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di ogni bene prezioso, compirono razzie nel paese e sfigurarono l'antico stemma nobiliare doriesco presso il portale della chiesa.
Annessa alla Repubblica Ligure a partire dal 1801, la municipalità di Testico fece parte dal 1803 del V cantone del Capo Mele nella Giurisdizione degli Ulivi e successivamente della municipalità di Stellanello nel Dipartimento di Montenotte del Primo Impero Francese. Nel 1815 Testico fu inglobato nella provincia di Albenga del Regno di Sardegna e dal 1861 nel Regno d’Italia.
Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento di Andora del circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e infine sotto la neo costituita provincia di Savona.
Con il Regio Decreto n. 774 del 28 marzo 1929 a Testico fu aggregata la frazione di Ginestro.
Durante la seconda guerra mondiale Testico fu teatro dell'omonimo eccidio che il 15 aprile 1945, per mano dei soldati tedeschi della Wehrmacht, portò all'uccisione di 29 civili di Testico e frazioni.
Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Ingauna e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008, ha fatto parte fino al 2011 della Comunità montana Ponente Savonese. Dal 2014 al 2019 ha fatto parte dell'Unione dei Comuni della Val Merula e di Montarosio.
Stemma
«D'azzurro, al castello d'argento, con torre centrale, merlato alla guelfa, aperto del campo, poggiante su di una campagna verde e sostenuto ai lati da due leoni d'oro, controrampanti. Ornamenti esteriori da Comune »
Gonfalone
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 29 ottobre 1949.