La preziosa Cappella di San Sebastiano a Testico

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La Cappella di San Sebastiano custodisce da secoli una devozione silenziosa

Data:

15 Dicembre 2025

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Descrizione

Lungo la strada comunale Testico–Alassio, poco oltre il paese, si incontra una piccola Cappella dedicata a San Sebastiano. Si tratta di un luogo modesto, ma che racchiude un legame antico con la comunità che da secoli affida al martire la propria protezione.

La figura di Sebastiano, soldato dell’Impero diventato simbolo di fermezza e coraggio nella fede, ha sempre ispirato la devozione popolare e questa costruzione (isolata e posta leggermente in altura) rende evidente quel rapporto diretto tra i fedeli e il loro Santo.

La storia di San Sebastiano

San Sebastiano nacque a Narbona, in Francia, nel 256 d.C. e successivamente la famiglia si trasferì a Milano dove fu educato alla fede cattolica. Recatosi a Roma, si arruolò nella guardia imperiale dove raggiunse il grado di tribuno della prima corte pretoria per la difesa dell’imperatore Diocleziano, senza destare sospetti sulla propria fede. Egli, infatti, usò quella carica per sostenere i cristiani imprigionati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte.

La sua discrezione non durò. Miracoli attribuiti alla sua intercessione (tra cui la guarigione della muta Zoe, moglie di Nicostrato, capo della cancelleria imperiale) e innumerevoli conversioni tra i romani attirarono attenzioni pericolose e Diocleziano scoprì che Sebastiano era un traditore. Fu così che venne legato a un palo sul Palatino, denudato e colpito da una incredibile scarica di frecce. I soldati, credendolo morto, lo abbandonarono sul luogo ma Santa Irene, nel recuperare il corpo per dargli sepoltura, si accorse che Sebastiano era ancora vivo così lo prese con sé presso la sua dimora sul Palatino e lo curò. Sebastiano però perseverò nella sua fede e si recò nuovamente al cospetto di Diocleziano il quale, sorpreso nel rivederlo vivo, ordinò ai suoi uomini di flagellarlo a morte. La flagellazione avvenne il 20 gennaio del 288 nell’ippodromo del Palatino e il corpo di Sebastiano fu gettato nella Cloaca Massima. Trascinato dal Tevere, il corpo si impigliò presso la chiesa di San Giorgio in Velabro dove fu raccolto dalla matrona Lucina che lo seppellì presso le catacombe della Via Appia. Da secoli è invocato, insieme a San Rocco, contro la peste e le epidemie.

La cappella di Testico

L’edificio di Testico intitolato a San Sebastiano segue unimpostazione semplice, quasi a richiamare la schiettezza della vicenda del martire. La struttura è quella di una piccola navata unica che termina in un’abside semicircolare, mentre la facciata, intonacata e chiara, è coronata da un campanile a vela. Il tetto, invece, è a capanna e coperto da tegole marsigliesi con gli spioventi in ardesia.

Entrando ci si accorge che non ci sono decorazioni, né colori pensati per stupire. Le pareti sono infatti completamente intonacate e il pavimento alterna ardesia e piccoli riquadri di marmo bianco.

C’è poi un altare addossato alla parete di fondo e leggermente rialzato rispetto al resto dell’aula, che si rivela il punto naturale verso cui converge lo sguardo.

A cura di

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Comune di Testico

Piazza 4 Novembre, 1, 17020 Testico SV

Ultimo aggiornamento: 15/12/2025, 15:48

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