Descrizione
A Testico la festa della Madonna del Rosario è una di quelle giornate che segnano davvero il calendario del paese. Nel 2025 la ricorrenza religiosa cadrà il 7 ottobre, e a Testico i festeggiamenti avverranno domenica 5 ottobre. Oltre a essere una ricorrenza religiosa, infatti, è il giorno in cui il paese si ferma, la gente si ritrova, si prega insieme ma soprattutto si riscopre il piacere di stare in comunità.
Dentro la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in una delle due cappelle ai lati dell'altare, c’è un'effigie in legno della Madonna del Rosario, scolpita nel 1831 da Giovanni Battista Garaventa. È lì da quasi due secoli e, per chi vive a Testico non è soltanto un’opera d’arte: è una presenza familiare, un punto fisso che ha visto passare generazioni di fedeli e che ancora oggi custodisce le preghiere del borgo.
La storia della Madonna del Rosario
Quella del Rosario è una tradizione molto antica. Risale al 1572 quando Papa Pio V istituì la festa del Santo Rosario dopo la vittoria di Lepanto avvenuta nel 1571 da parte della flotta cristiana sui turchi musulmani. Durante la battaglia la tradizione vuole che fu l’apparizione della Vergine, con la Corona del Rosario tra le mani, a determinare la vittoria dei cristiani.
Con l’apparizione a Lourdes del 1858, la Madonna chiese a Bernadette di pregare usando proprio la Corona del Santo Rosario e questo ne incrementò il culto.
Ma il più grande propagatore della devozione del Santo Rosario fu il Beato Bartolo Longo che sarà canonizzato da Papa Leone XIV il prossimo 19 ottobre 2025. Nato a Latiano, in Puglia, il 13 febbraio del 1841, di nobili origini, si trasferì a Napoli per gli studi di giurisprudenza. Fu proprio l’ambiente accademico a portarlo ad un forte anticlericalismo e addirittura ad avvicinarlo al satanismo tanto che, caduto in depressione per via delle pratiche spiritiste, riuscì ad uscire da quella prigione dell’animo solo grazie a Don Alberto Radente, dell’Ordine dei Domenicani che, poco dopo, riuscì a farlo aggregare al Terzo Ordine di San Domenico. Bartolo Longo nel 1872 si recò nella Valle di Pompei, vicino Napoli, per svolgere alcune incombenze amministrative per l’amica contessa De Fusco, proprietaria di quelle terre e restò stupito e dispiaciuto per lo stato di abbandono in cui versavano quelle terre intorno alla Parrocchia del Santissimo Salvatore. Vagando per quei campi Bartolo sentì una voce misteriosa che gli diceva: “Se propaghi il Rosario, sarai salvo!”. Subito dopo udì l'eco di una campana lontana, che suonava l'Angelus di mezzogiorno; si inginocchiò a pregare e raggiunse una grande pace interiore mai provata prima. A quel punto ebbe chiara la missione da compiere: avrebbe costituito lì una “pia società” intitolata al Santo Rosario. Ma per una nuova chiesa servivano dei fondi e un quadro della Vergine e così si recò a Napoli presso il Conservatorio del Rosario di Portamedina, come gli aveva suggerito l’amico Don Radente. Suor Maria Concetta De Litala gli consegnò un quadro logorato dal tempo e corroso dalle tarme con la Vergine che porge la corona a Santa Rosa da Lima anziché a Santa Caterina da Siena, come nella tradizione domenicana. Il quadro arrivò a Pompei su un carretto adibito al trasporto di letame, guidato dal carrettiere Angelo Tortora. Dopo una serie di restauri, il quadro fu esposto alla pubblica venerazione solo il 13 febbraio 1876, giorno del primo prodigio: la completa guarigione della dodicenne Clorinda, giudicata inguaribile dal celebre professore Antonio Cardarelli, e per la cui salvezza la zia Anna aveva aderito alle offerte per la una nuova chiesa dedicata al Santo Rosario. Da Napoli e successivamente da molte altre parti del mondo iniziarono a giungere offerte per la costruzione della nuova chiesa la cui prima pietra fu posta l'8 maggio 1876. Il 14 ottobre 1883, ventimila pellegrini, riuniti a Pompei, recitarono per la prima volta la Supplica alla Vergine del Rosario, scritta dallo stesso Bartolo Longo e continuarono miracoli e prodigi grazie all’intercessione della Vergine del Rosario. Parallelamente Bartolo Longo aiutò gli abitanti di Pompei con la costruzione di un orfanotrofio femminile, un istituto per i figli dei carcerati, delle case operaie per i dipendenti, una tipografia, una scuola di arti e mestieri, la stazione ferroviaria ma anche farmacie, strade, luoghi di ristoro per i pellegrini e anche per chi volesse visitare gli antichi scavi romani. Così la terra abbandonata divenne la città moderna a vocazione turistica di oggi. Bartolo Longo morì a Pompei il 5 ottobre del 1926 dopo l’ultima visita medica del Santo Dottor Giuseppe Moscati di Napoli. Le spoglie di Bartolo Longo giacciono ancora oggi nella cripta sottostante la Basilica e il 25 febbraio 2025, dal suo letto di ospedale del policlinico Gemelli di Roma, Papa Francesco ha approvato la canonizzazione di Bartolo Longo che diverrà Santo il 19 ottobre 2025.
La festa di Testico
Qui a Testico, ovviamente, le cose sono più semplici, ma lo spirito è lo stesso. Non servono miracoli per dare senso a una festa: basta la comunità che si raccoglie, i canti che riempiono la chiesa e i bambini che imparano le preghiere dai nonni.
È in questi gesti che si vede quanto il Rosario faccia parte della vita del paese. La festa della Madonna del Rosario, alla fine, è proprio questo: un legame che unisce le persone, che tiene viva la fede e che racconta chi siamo.
Ogni anno la festa è arricchita dalla Festa delle Castagne arrostite dai volontari del posto e un piatto caldo di polenta e salsiccia.
Quest’anno questa importante ricorrenza coinciderà con la divertentissima Gara di bocce quadre e il Concorso di pittura estemporanea, 4^ edizione a rendere l’atmosfera della festa ancora più magica.